biography - SILVIA INFRANCO

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biography

 

Nasce a Belluno nel 1982.  Vive e lavora a Bologna
Born in Belluno on 1982. Lives and works in Bologna

esposizioni personali
/ solo exhibitions
SKENE' (scena/dramma/racconto) - Porta degli Angeli - Ferrara - curated by E.Manes - 2012
LU(me)MENTO -  Castello Manservisi - Porretta Terme (BO) - curated by E.Manes - 2011

esposizioni bipersonali / duo exhibitions
Racconti di luce -  Palazzo Crepadona - Belluno - curated by  R. Da Ros - 2008

esposizioni collettive
/ group exhibitions
2014
RIGUARDO - Accademia Belle Arti di Bologna - Cattedra Arti Visive Caccioni - curated by F. Romano
2013 Premio Nazionale di Pittura Giuseppe Gambino - Galleria Civica - Preganziol (TV) curated by E.Sambenini; Sankta Sango - Vuotociclo IV ed. - Castel dell'Ovo - Napoli - curated by A.Chiusano; Tessuto Vissuto Lab/Mestiere delle Arti II ed. - Teatro Comunale Ferrara curated by  E.Fantin; Tessuto Vissuto Lab/Mestiere delle Arti II ed. - Istituzione Villa Smeraldi - Museo della Civiltà Contadina,San Marino di Bentivoglio (BO) curated by E.Fantin;

2012 Premio Città di Fiuggi Officine della memoria e dell'immagine Fiuggi curated by  P.Rabai; Green Social Art Festival CaseAperte Bologna curated by C.Maccaferri;
ECCOCI/B.Y.O.A. (bring your own artwork) - Progetto MOB - Bologna - curated by E.Santoro

2011 Premio Arte Rugabella - Villa Rusconi, Castano Primo (MI) – curated by F.Carnaghi; Art Brescia-Biennale International Contemporary Art - Section Young Artist - Piccolo Miglio, Castello di Brescia, Italy - curated by A. Azzoni, V.Fabbri; LORENZAGO APERTA 2011 - 11^ed. - Lorenzago di Cadore, Belluno - curated by V.Vecelio; SATURA - Palazzo Stella - Genova - curated by M.Napoli
2010
SATURAPRIZE 2010 - Palazzo Stella - Genova - curated by M.Napoli; micro e MACRO - Galleria Vista-Soqquadro - Roma - curated by M.Zatta; MUSAE 2010 - Puglia|Castelnuovo della Daunia, Palazzo Comunale, Montecorvino, Palazzo Ducale; MUSAE 2010 - Milano|Spazio MUSAE - Milano; C.Cryons de couleurs - Ide-Azione In-Forme - Teatro Furio Camillo - Roma; Allunaggio 40 anno dopo - Omaggio a Maurice Henry - Studio D’Ars - Milano; Moda in Cornice - Auditorium - Belluno; LINEE - Indagine sul disegno contemporaneo - Galleria Calcagno Art Studio - Venezia; Allunaggio 40 anno dopo - Fondazione d’Ars Signorini - Galleria 9 Colonne - Bologna; Traveling Exhibition Sappada - for Vancouver 2010 - Belluno/Venezia; A misura d’Art Studio – Galleria "Calcagno Art Studio" - Venezia;
2009  Lorenzago Aperta 2009 IX Ed. - Lorenzago di Cadore, Belluno; Libera l’arte - Musei di Villa Vitali, Fermo
2008 Artefatto 2008 Blitz Estetico - Palazzo Costanzi - Trieste - 2008


cenni critici / critic
Enrica Manes (in occasione della mostra LU(me)MENTO - Castello Manservisi, Castelluccio Porretta Terme, Bologna - 2011) Lu[me]mento è una raccolta di emozioni impresse su tela, una tela che avvince e intrappola a doppia uscita. Per chi osserva e per chi ha dipinto. Una rete che cattura emozioni e le trattiene, le filtra, le fa rivivere in pulsanti movenze, in attimi colti attraverso la sfumatura interiorizzata del colore, attraverso il gesto dell’artista che si fonde con l’emozione che l’ha fatto scaturire. Un dripping interiorizzato e fortemente vibrante che si rispecchia nel furore tormentato delle Baccanti e nella forza espressiva, solo apparentemente immota di Antigone. Elementi di un percorso che è quello stesso dell’artista che nell’evolversi naturale della tecnica nell’astrattismo e nel nuovo uso di forme e materiali, esprime anche il suo percorso di vita e la sua passione per la tragedia greca, per il mito e per l’espressione classica che fa rivivere attualizzandola ai giorni nostri.
Enrica Manes (during exibithion LU(me)MENTO - Castello Manservisi, Castelluccio Porretta Terme, Bologna - 2011) - Lu [me] mento is a collection of emotions imprinted on canvas, a canvas that can capture in a double output of feelings. For who keep emotions, and for who painted them. A net-work that can captures emotions and keeps them, filters them, makes them relive between movements, caught in moments in and out through the nuance of color, dripping through the gesture of the artist, merging with the emotion and gaving them birth. A vibrant and personal dripping which is reflected in the fury of  Baccanti  through the stormy expressive power, or through the stood still time that we find in Antigone.  Pieces of a spreding path that is artist’s technical evolution into abstraction, a use of new forms and materials, and a way of life  so linked together in passion for Greek tragedy, for myth and classical aim renewed into our everyday life.

Gian Luigi Corinto (intervista pubblicata all'interno della rivista "Abitare in Italia - Art Magazine", 2011) - Silvia Infranco è nata a Belluno nel 1982 e oggi vive a Bologna dove ha studiato. Il suo laboratorio è una grande fucina di immagini racchiusa in un piccolo scrigno dove produce opere su tela e su cartone, scegliendo il formato secondo i sentimenti da mettere in scena. La sua visione del mondo è un mix di ricordi dell'infanzia e aspirazioni future, ricordi e aspirazioni filtrati dalla volontà di inventarsi una poetica visuale esclusiva.linguaggio di oggi tende all'informale e all'astratto, senza dimenticare le precedenti esperienze figurative, anche recenti, e senza tradire la grande abilità grafica che appare allo stesso tempo innata e coltivata, profonda e fortunatamente ingenua.la sua produzione artistica, Silvia Infranco sta disegnando il proprio libro privato, nel quale rielabora immagini del proprio vissuto e impiega materiali spesso trovati e riusati, con l'intento di una grandiosa rappresentazione teatrale della parte nascosta dei sentimenti che la ragione tenta di camuffare ma che la spinta del cuore rende inarrestabili.
Gian Luigi Corinto (interview inside tha magazine "Abitare in Italia - Art Magazine", 2011) - Silvia Infranco was born in Belluno in 1982 and now lives in Bologna where she has studied. Her workshop is a great source of images contained in a small casket where she produces works on canvas and cardboard,choosing the format according to the feelings to be staged.Her world view is a mix of childhood memories and future aspirations, memories and aspirations filtered by the wish to invent a unique poetic vision. The language of today is oriented towards the informal and the abstract, without forgetting the earlier figurative experiences, and without betraying the great graphic ability that also seems  innate and cultivated, deep and fortunately ingenuous.her artistic production, Silvia Infranco is drawing her private book trough which she reworks images of her memory;  she often uses found and reused materials, with the intent of representing  hidden feelings which the reason tries to secrete, but the heart impulse reveals with strength.

Valter Fabbri, Corriere dell’Arte, aprile 2010 (in occasione della mostra “ALLUNAGGIO 40 ANNI DOPO - Omaggio a Maurice Henry – Studio D’Ars – Milano - a cura di Grazia Chiesa - 2010) - Silvia Infranco attualizza il pensiero di un evento, visto e spesso indirettamente rivissuto, con linee che, seguendo schemi e ritmi musicali, si scompongono e si affiancano facendo da sfondo a oggetti volanti e indirizzando le nostre sensazioni verso l’eterno movimento di un universo meccanico, in cui l’uomo è assente. (...)
Valter Fabbri, Corriere dell'Arte, april 2010 (during exibithion Allunaggio 40 years later - Fondazione d'Ars Signorini di Milano - Galleria 9 Colonne/SPE,  Bologna - curated by M.G. Chiesa - 2010) - (…) Silvia Infranco expresses an event thought, seen and often indirectly relived,??by lines that, following schemes and musical rhythms fall apart and  get close to each others. These lines draw a background where flying objects float, addressing our feelings towards the eternal movement of a mechanical universe, in which every man is absent.

Evelina Reolon (in occasione della mostra“Astrazioni e lirismo”- Sala Consiliare del Municipio - S.Stefano di Cadore, Belluno - 2009 - curatrice: F.L.Pinter) - (…) Artista dalla spontanea e libera composizione, mostra un'evoluzione verso soluzioni interessanti nell'uso del colore e nella stesura di una trama geometrica che sostiene i suoi soggetti, frammentati e spezzati. Proprio nella destrutturazione degli oggetti e nella particolare organizzazione geometrica dello spazio, si possono trovare echi della lezione cubista, ma anche richiami all'espressionismo e al decorativismo di Klimt nella scelta dei preziosi colori. L'artista denota nelle sue opere un'estrema versatilità e la capacità di operare sintesi di stili diversi, adoperando tecniche compositive appropriate alle tematiche via sviluppate. La sua è una pittura “intellettuale” che prende ispirazione - come l'autrice stessa ammette - da brani di letteratura, di psicologia e dalla musica di Johan Sebastian Bach o Chopin. gioco delle linee e della luce forma architetture e spazi che danno voce all'ineffabile dei concetti filosofici o psicologici (Omaggio a A Lowen e all'identità rinnegata di Narciso), oppure alle magiche e ricche atmosfere dell'opera di V. Hugo. ultimi quadri suggeriscono belle strutture scenografiche. I suoi fantastici ed enigmatici dipinti richiedono una continua reinterpretazione del soggetto rappresentato: appena si crede di averne decifrato il contenuto, magari guidati dal titolo dell'opera, ci si accorge di un nuovo elemento che mette in discussione il risultato e sollecita una nuova soluzione interpretativa. E' durante questo esercizio o gioco che entriamo dentro il quadro e , dimentichi di tutto, assaporiamo il messaggio estetico offertoci (…).
Evelina Reolon (during exibithion “Abstraction and Lyricism” - Sala Consiliare del Municipio - S.Stefano di Cadore, Belluno - 2009 curated by F.L.Pinter and E.Reolon) - (…) Artist of the spontaneous and free composition shows an evolution towards interesting solutions in the use of color and writing in a geometric pattern that supports her subjects, fragmented and broken. In geometric organization of space and objects, you can find echoes of cubism lesson, but also references to expressionist and Klimt. The artist in her work denotes extreme versatility and ability to make a synthesis of different styles, using compositional appropriate techniques.painting style is "intellectual" and it takes inspiration - as the author herself admits - from literature, psychology and music of Johann Sebastian Bach or Chopin.play of lines and light forms architecture and spaces which give a voice to the concepts of philosophical or psychological (Homage to Lowen and the renegade identity of Narcissus), or the magic atmosphere of V. Hugo.These last paintings suggest beautiful theatre scenes. Her enigmatic paintings require a continual reinterpretation of the subject represented: as soon as you think you have deciphered the content, perhaps guided by the work's title, you see a new element that brings a new reading.this game we enter into the picture and, oblivious of all, we feel the aesthetic message offered to us (…).

Francesco Vaccarone (in occasione della mostra "Racconti di luce", Rassegna d'arte Belluno al Cubo, Palazzo Crepadona, 2008) - Seguo il lavoro creativo di Silvia Infranco da molto tempo, ormai da più di quattro anni, fin dal suo primo esprimersi nell’elegante manifestarsi tra strutture geometriche e tensioni espressioniste. Attraverso un suo personale linguaggio del colore e della forma che si è progressivamente affinato, i suoi dipinti, oggi più maturi e consapevoli, sono stati sempre  segnati da una freschezza di lavoro diretto e spontaneo. Tra le componenti di maggior spicco del suo giovane, ma intenso ed autonomo linguaggio, un originale uso della luce che è la testimonianza del suo essere pittrice: la luce non si posa sugli oggetti ma li costituisce come tali, li smaterializza in un intenso movimento di cose non raffigurate ma evocate, inventate liberamente, ricche della complessità delle interazioni dei rapporti  che lei, artista, percepisce nelle situazioni umane e nel mondo naturale. Giovane, ma in possesso di solidi strumenti culturali di una formazione classica, ha scoperto autonomamente le relazioni tra tecnica e linguaggio nel migliore spirito autodidatta partendo da un’esperienza che traeva consapevoli impulsi sia dalle esperienze cubiste e futuriste nella struttura formale che dalla lezione secessionista klimtiana per le dinamiche coloristiche, percorrendo un cammino suo proprio in cui questi riferimenti di pensiero, nella dialettica spazio colore, hanno costituito un punto di avvio per altre, nuove, personali esperienze. In possesso di una singolare capacità grafica nella costruzione e nella definizione dei suoi spazi, Silvia Infranco sta rapidamente conquistando propri vocaboli della forma che già sono approdati ad esiti che rivelano una sicura e coinvolgente personalità. Questa mostra costituisce un piccolo ma intenso documento di questo percorso.
Francesco Vaccarone (during exibithion Stories of Light - Palazzo Crepadona, Belluno, Italy -  curated by R. Da Ros -2008) - I have been an admirer of Silvia Infranco’s work for many years, actually since her first elegant interpretation of the play between geometric structures and expressionistic tensions.refining her personal relationship with color and form, her work today shows a maturity and understanding that has always been characterized by a direct and yet spontaneous freshness.the elements most prominent in her young but intense and personal language, is the original use of light which acts as testimony to the very essence of her abilities as a painter:  Light, rather than resting on her objects, actually becomes the constructing element. It de-materializes physical reality in an intense movement of things not delineated but evoked, liberally created, full of the complexity of interactions and relationships that she, as artist, perceives in human situations and in the natural world. , but possessing a solid foundation formed from a classical background, she has created a personal relationship between technique and language.  Stemming from experiences which draw on conscious impulses both from cubist and futurist works in their structural form, to Klimtian lessons of dynamic colouring, she follows her own path in which these references to thought, to space and colour create a launching pad for other new and personal experiences.a singular graphic understanding of construction and definition of space, Silvia Infranco is quickly mastering her personal language of form, already evident in her work, which reveals a sure and exhilarating personality. This exhibit represents a small but intense testimony to this journey.

Francesca Lauria Pinter (in occasione della mostra "Racconti di luce", Rassegna d'arte Belluno a Cubo, Palazzo Crepadona, 2008) - (...) Silvia Infranco si propone senza forzature, in forme espressive rivolte ad un'esperienza estetica in cui nello spazio, partecipe contenitore, segno e cromatismo si dosano nella consapevolezza della trama. Sono brani di astrazione che conservano una nervatura figurativa coinvolta in seducenti sintesi in cui collage, assemblaggi, spianate di luce e richiami di colore si impegnano in un gioco di scambievole epifania. Il tutto si eleva a contenuto culturale in cui idea ed immaginazione si rincorrono, supportati dall'immediatezza del moto dell'anima e dalla preziosità del pensiero.
Lauria Pinter (during exibithion Stories of Light - Palazzo Crepadona, Belluno, Italy -  curated by R. Da Ros -2008) - (...) Silvia Infranco emerges gently through expressive forms, reflecting an aesthetic experience where symbols, dispersions of colour and space come together in the rich texture of the consciousness.  These abstract fragments conceal a seductive synthesis in which collage, assemblage, intricate patterns of light and recollections of colour join in an epiphany of synergy.result is an elevation of content and culture where ideas and imagination run side by side, braced by the urgency of the soul and the preciousness of thought.


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